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COSE DA VISITARE

CAMPANILE
E' posto a distanza dalla chiesa di Santa Maria Assunta, su di un croppo roccioso, venne eretto il campanile romanico. Tale ubicazione venne prescelta per evitare che la struttura rimanesse nascosta dalla chiesa, mentre in quel luogo poteva essere visto e, far sentire il suono delle sue campane su tutto il territorio della comunità. la costruzione che, oltre al piano terreno, si eleva per altri sei piani, risale alla metà del XII secolo e la struttura originale è conservata attualmente all'interno della torre campanaria costruitagli intorno nel XVII secolo. Salendo all'interno della torre, attraverso la scala in pietra che porta alla cella campanaria, è possibile vederne tutti i tratti originali. La costruzione, molto solida, presenta un perimetro esterno in pietra vista con corsi paralleli e regolari di blocchi di discrete dimensioni legati con malta cementizia. Il campanile romanico è alto 24 metri per 4 di base, il campanile esterno visibile è alto 67,5 metri.

 
CASTELLO DEI PICCHI
La tradizione locale dice che i "Picchi" sarebbero stati un gruppo di briganti (forse dei signorotti) che esercitavano il brigantaggio nei secoli XVI e XVII. Ad essi sembrano appartenere alcune case forti: torri che costituivano luoghi di rifugio e dalle quali si facevano beffe della giustizia

 
TEMPIETTO DI ROLDO
Si tratta di una costruzione di epoca romana a scopo culturale e religioso, unico esistente in tutto il Piemonte. La gente lo chiama semplicemente "torre di Roldo" o anche "torre dei Picchi". Secondo la tradizione locale i Picchi sarebbero stati un gruppo di fuorilegge che esercitavano il brigantaggio nei secoli XIV e XV, ai quali pare appartenessero alcune case forti e torri che costituivano i loro luoghi di rifugio. E' databile intorno al I secolo d.C., adibito, come già accennato, a culto pagano e più precisamente, di un tempietto lepontico suddiviso in due vani: la cella e un piccolo atrio. Questa torre mostra di essere stata ottenuta alzando una precedente costruzione, della quale non fu tolto il tetto in pesanti piode che è rimasto inserito circa a metà della costruzione. Da un'attenta analisi della muratura e della struttura della parte superiore della torre si può stabilire che il sopraelevamento deve essere avvenuto attorno al 1200, ne consegue, che la costruzione sottostante è anteriore al XIII secolo. il tetto privo di sostegno di travature, era coperto da lunghe piode lavorate e scavate in modo da fungere da tegoloni, ne troviamo un esempio nella copertura del tetto della sacrestia della chiesa parrocchiale di Varzo che ha queste caratteristiche e che, probabilmente, tramanda una tecnica che ha origini molto antiche. Il pavimento della cella ha subito nel corso dei secoli qualche danno, tuttavia da ciò che rimane si può rilevare che era costituito da un impasto di cocciopesto e piccoli pezzi di marmo chiaro chiaro di Crevola dai toni grigi e rosati; ossia un tipo di mosaico utilizzato frequentemente in età romana dal I secolo a.C. al II d.C. Ritroviamo nella costruzione del tempietto di Roldo le stesse caratteristiche riscontrate anche in altre costruzioni in epoca romana in Ossola. Il tipo di muratura, gli elementi architettonici e l'uso stesso della signina (un tipo di malta utilizzata per evitare l'umidità composta da cocciopesto e calce) ci riportano a quelle costruzioni che furono rinvenute sotto l'antico Convento dei Frati Minori a Domodossola. La cella ha una sola finestra nel muro meridionale, delimitate da lastre di marmo di Crevola disposte a cassetta. La parte superiore della torre poteva servire come riparo e punto di avvistamento delle guardie e degli osservatori che di qui potevano spingere lo sguardo fino a Domodossola e forse anche come torre si segnalazione.
 
LAVATOI PUBBLICI DI ALTOGGIO E PRATA
Situato nel centro abitativo di Altoggio il monumentale lavatoio è formato da una fontana, un abbeveratotio e un lavatoio con acqua a caduta da una vasca all'altra. Costruito attorno al 1880, è uno dei più grandi di Montecrestese. Quelli di Prata e di altre frazioni sono invece con le pareti e le lastre oblique (per il lavaggio dei panni) interamente in pietra. I lavatoi tempo addietro venivano anche chiamati "osterie delle donne" perchè erano luogo di incontro e conversazione.

 
PONTE DEL DIAVOLO
Non si conosce la data di costruzione originaria, venne però ristrutturato nel 1854. Il ponte attraversa la valle Isorno collegando l'abitato di Altoggio con gli alpeggi Aulogna, Salè, Carvirone ecc...

 
CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
La chiesa romanica di Santa Maria Assunta venne eretta agli inizi del XII secolo, molto probabilmente sui resti di una chiesa preesistente. Nel secolo XV venne ampliata con l'aggiunta di due navate laterali che però non presentavano la precedente decorazione romanica, infatti sono prive di archetti ciechi. Nella facciata della chiesa tutti i peducci degli archetti ciechi sono protomi umane; quelle sparse sui muri della chiesa nuova ed altre andate disperse ci assicurano che con ogni probabilità l'intera decorazione era costituita, con poche eccezioni, di esse.
 

 

FORNO DEL PANE
Quello di Giosio  è ancora funzionante. E' di proprietà di tutti gli abitanti e si può visitare liberamente. L'altro si trova nel nucleo antico della frazione Pontetto. Può essere visitato solo su appuntamento perchè lo stabile in cui si trova è di proprietà privata.
Per informazioni o visite al forno di Pontetto chiamare il prof. Miguidi al numero 339.8659640.
(per foto forno e festa S. Giusesppe andare al menù foto: gg. 20-21 marzo 2010)

Per visionare depliant cliccare qui.

MENHIR DI CROPPOLA E CASTELLUCCIO.
Anche a Montecrestese sono stati rinvenute strutture tipiche della civiltà  cos' detta "megalitica", risalenti al secondo o terzo millennio a.C.. A millenni di distanza si può solo supporre che queste lunghe pietre infisse nel terreno, siano pietre della sacra testimonianza che dura nel tempo giacché per sua natura non subisce deperimento sensibile col passare del tempo. Se i menhir hanno la funzione di solenne e pubblica testimonianza pare che questa possa riferirsi al diritto di proprietà che passa dal primo occupante ai discendenti diretti della famiglia. Potrebbero essere quindi essi proprio il segno sacro garante di tradizioni, di contratti fra gruppi familiari, di accordi fra comproprietari, periodicamente rinnovati e riconfermati con qualche rito che non conosciamo e che coinvolgeva anche la tomba del capofamiglia. Mancando del tutto la scrittura, i notai e, naturalmente gli archivi, solo la tradizione orale e la testimonianza di una pietra sacra e praticamente "incorruttibile" dava forma al diritto. Nulla vieta inoltre di pensare che al culto dei menhirs sia stato associato direttamente o indirettamente quello degli antenati che in essi venivano riconosciuti. Nella costruzione dei muri di sostegno delle strisce di terreno riservati all'agricoltura vennero intenzionalmente ricavate delle cavità comunicanti con l'esterno mediante una piccola apertura. Alcune di esse hanno una forma rotondeggiante ottenuta mediante una falsa volta, chiusa superiormente da una pioda abbastanza ampia.  Altre sono in pianta pressoché rettangolare con apertura presso l'estremità del lato più lungo, con falsa volta. Attualmente queste cavità artificiali sono vuote e inutilizzate o parzialmente riempite di pietre che i contadini  hanno raccolte sul terreno antistante, altre hanno subito il crollo di qualche elemento portante. Non potevano essere usate né come abitazione mancando le dimensioni sufficienti, né per mettervi derrate alimentari che si sarebbero guastate dall'umidità, nè per riporvi attrezzi da lavoro  non avendo le misure sufficienti. Le dimensioni e le forme sono tali da permettere comodamente solo la posizione sdraiata di un corpo umano, si può quindi supporre che accogliessero un cadavere o in urne i resti della incinerazione, dunque si dovrebbe trattare di tombe in seguito svuotate e lasciate aperte e in abbandono.

 

NUCLEI ANTICHI DELLE FRAZIONI
In ogni frazione si può ammirare un nucleo antico, caratterizzato dalla tradizionale architettura in pietra. Si rimane stupiti dagli archi che si snodano da una costruzione all'altra, ammirati dagli affreschi che spesso decorano i vecchi muri, affascinati dai particolari delle grate in ferro battuto e dei portoni in legno...... Tutto è una meravigliosa scoperta, le parole non riescono a descrivere ciò che solo gli occhi possono catturare.

     
collegamenti a: <<<Foto passeggiata eno-gastronomica di Zanola Mirco>>>
                     <<<Foto passeggiata eno-gastronomica di Muratore Cesare>>>
                     <<<Passeggiata col Cai di Villadossola>>>
 
LE NOSTRE MONTAGNE
La bellezza delle nostre montagne è semplicemente ..... NATURA. Si può essere catturati dalla maestosità delle cime o dal semplice aleggiare di una farfalla, dallo scroscio dei rivoli d'acqua o dal profumo di sottobosco, dal cinguettio di uccelli o dalla delicatezza di un fiore di montagna. Tutto quello che ti circonda ti dà pace e gioia di vivere.

     
suggestive foto di Montagna di GNEMMI RAFFAELE               <<<< Pagina 1>>>                <<<< Pagina 2>>>

I cenni storici sono tratti dalla "Storia di Montecrestese" del Prof. Tullio Bertamini

 

F.ne Chiesa n. 1, 28864-Montecrestese (VB)

tel. 3356938586,

e-mail: prolocomontecrestese@libero.it

sito: www.prolocomontecrestese.it